LVMH Climate Week: L’industria della moda potrà mai essere sostenibile?

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Can the Fashion Industry Ever be Sustainable?

Dall’8 all’11 dicembre, il gruppo LVMH ha organizzato uno straordinario evento online per i suoi dipendenti in tutto il mondo: LVMH Climate Week, la Settimana del Clima LVMH. Come riflesso del necessario impegno del mondo del design per contrastare l’emergenza climatica, la tavola rotonda conclusiva dell’evento, dedicata agli argomenti di maggior rilievo, ha ospitato il panel di designer più ampio mai riunito proprio per affrontare il tema della sostenibilità nell’industria della moda.

Qual è la posizione del settore del lusso in un momento in cui a ciascuno è richiesto di adottare una maggiore sobrietà per far fronte alla crisi climatica? A prima vista sembra una domanda a cui è difficile dare una risposta. In realtà, la mentalità connaturata di questo settore e le modalità di produzione dei prodotti di altissima qualità affrontano in modo diretto le attuali sfide ambientali.

“Non siamo un gruppo del settore moda, siamo un gruppo del settore lusso. E siamo ben lontani dall’industria maggiormente inquinante del mondo. Stiamo facendo tutto il possibile per ridurre il nostro impatto ambientale. LVMH produce meno dello 0,5% delle emissioni di carbonio dell’intera industria della moda”, sottolinea Antoine Arnault, Direttore Immagine, Comunicazioni e Ambiente del Gruppo.

Venerdì 11 dicembre LVMH Climate Week ha trattato un argomento molto importante riunendo quattro Direttori Creativi di alcune Maison del Gruppo per condividere la loro visione sulla necessità di abbracciare contemporaneamente creatività e responsabilità ambientale. Gli ospiti sono stati Felipe Oliveira Baptista, Direttore Creativo di Kenzo; Kim Jones, Direttore Creativo di Dior Homme; Jonathan Anderson, Direttore Creativo di Loewe; e Stella McCartney, Direttrice Creativa dell’omonimo brand. Questo evento unico ha sottolineato l’impegno di LVMH in qualità di leader mondiale del settore del lusso ad assumere il ruolo di esempio nel far fronte alle sfide climatiche.

Jonathan Anderson

I quattro celebri designer hanno sottolineato l’importanza che il settore della moda rifletta il mondo, per tracciare un percorso creativo che affronti le problematiche sociali, in particolare quelle più importanti per le generazioni più giovani.

La collezione ricondizionata Eye/Loewe/Nature creata dal Direttore Creativo di Loewe Jonathan Anderson è solo uno dei molti esempi di questa coscienza collettiva. Riflette la necessità di questo settore di trovare soluzioni produttive alternative che siano maggiormente responsabili, in particolare riguardo l’approvvigionamento delle materie prime, e soprattutto la necessità di mobilitare tanto i dipendenti quanto i clienti ad abbracciare questa causa.

Stella McCartney

L’upcycling è una soluzione che permette alle aziende di moda di sfruttare il riutilizzo di capi delle collezioni precedenti o invenduti, o di scarti per ridurre l’inquinamento. Al di là del singolo prodotto, questa filosofia si può anche applicare alle boutique e al packaging. Il Direttore Creativo di Loewe Jonathan Anderson ha sottolineato che i team della Maison spagnola scelgono volontariamente un visual merchandising minimalista invece di uno esuberante. Inoltre, Loewe utilizza carta riciclata al 100% per i suoi packaging.

La tavola rotonda è anche servita per sensibilizzare lo staff LVMH sull’importanza delle partnership per le Maison di moda. Per esempio, Stella McCartney opera a stretto contatto con Evrnu, un’azienda di innovazione tessile che ha progettato una nuova fibra creata a partire da scarti di tessuto. Producendo i suoi capi da scarti riciclati, la Maison è perfettamente in linea con un modello di business tanto creativo quanto circolare, che è diventato uno dei pilastri del programma LIFE 360.

Felipe Oliveira Baptista

Dal suo insediamento in qualità di Direttore Creativo di Kenzo nel luglio 2019, anche Felipe Oliveira Baptista ha da subito integrato la responsabilità ambientale all’interno del processo creativo. La partnership tra Kenzo e WWF ne è un esempio straordinario, che racchiude l’etica della Maison “About Nature / For Nature”. All’interno di questa collaborazione, Kenzo ha lanciato una capsule collection per celebrare la tigre, animale simbolo della Maison. Per ogni creazione venduta nel mondo, Kenzo donerà 10 dollari al WWF per contribuire a raggiungere l’obiettivo Tx2 per proteggere e raddoppiare il numero di tigri selvatiche nel mondo entro la fine del 2022.

Tutte le Maison LVMH sono impegnate a creare capi rari e durevoli, ed è proprio qui che risiede la caratteristica distintiva del settore del lusso. Un prodotto di lusso è infatti destinato a durare per sempre. Kim Jones, Direttore Creativo di Dior Homme, ha espresso quest’idea durante la tavola rotonda dell’LVMH Climate Week, facendo notare che il settore del lusso rappresenta appunto il segmento più sostenibile dell’industria della moda.

Kim Jones

Per concludere questo panel d’eccellenza, Leyla Neri, Direttrice del Programma in Fashion Design & the Arts all’Università Parsons Paris di New York, si è complimentata con i designer per il loro impegno e, in particolare, per la loro capacità di trarre insegnamenti essenziali dal mondo che li circonda, che è anche la loro stessa fonte di ispirazione. La Dottoressa Neri è convinta che il punto di svolta decisivo per l’industria della moda sia la creazione di un Rinascimento 2.0 in cui il centro dell’universo non è più rappresentato dall’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, ma in cui è l’universo stesso a dover essere posto al centro delle priorità dell’uomo.

La crisi climatica diventa quindi una sfida che l’industria della moda deve accogliere per diventare fonte di ispirazione per l’innovazione. In qualità di leader mondiale del settore del lusso, LVMH sta contribuendo attivamente a questo sforzo, impegnandosi per trasmettere alle nuove generazioni l’espressione più significativa della sua visione a lungo termine, elemento essenziale del DNA del Gruppo.

Clicca qui per rivedere le conferenze dell’LVMH Climate Week.

LVMH Climate Week 2020 - L’industria della moda potrà mai essere sostenibile?