Fabien Laborde

Direttore creativo del Gruppo Les Echos

Il mio Mestiere d’Eccellenza

Sono Direttore creativo del Gruppo Les Echos. Il mio ruolo è quello di supervisionare i team incaricati della creazione visiva all’interno della redazione, composti da 55 persone, tra direttori artistici, grafici e responsabili della ricerca iconografica. Il nostro obiettivo? Garantire il rispetto dei nostri standard, la qualità visiva complessiva dei nostri contenuti e la direzione artistica generale della messa in pratica delle informazioni. Per riassumere: mi occupo di elaborare il modo in cui “vestiremo” le informazioni quotidianamente.

Il mio percorso

Il mio percorso è un po’ atipico, perché ho studiato per diventare giornalista presso l’IFP di Parigi (Istituto francese della stampa). Poi sono entrato a Le Figaro con uno stage di una settimana, che alla fine è stato prolungato… e si è trasformato in un contratto a tempo indeterminato, durato nove anni. Un giorno, ho chiesto a una Direttrice artistica che era appena entrata a far parte del giornale, se per caso non avesse bisogno di un assistente. Gliel’ho chiesto senza crederci davvero, in tono leggero. Il giorno dopo, mi è stato chiesto di diventare il suo assistente. Ho sviluppato le mie competenze nel campo della creazione visiva presso Le Figaro, prima di passare a Les Echos. Si tratta di un percorso piuttosto insolito, dato che la maggior parte dei miei colleghi ha un background incentrato sul design.

Le qualità fondamentali per fare questo mestiere

La diplomazia nel mio lavoro è molto importante. Spesso mi vengono in mente idee innovative ma bisogna essere in grado di farle adottare dalle persone che prendono le decisioni. Anche per questo l’ascolto è fondamentale: bisogna saper ascoltare le esigenze di ciascuno per ottenere un risultato che sia soddisfacente per tutti. Inoltre, la mia formazione di giornalista mi aiuta nel mettermi nei panni dei miei interlocutori e nel proporre così soluzioni adeguate.

Cosa mi appassiona del mio mestiere

Ci sono due cose che mi entusiasmano in particolare: da un lato, mi piace molto lavorare con i miei team, che ho spesso reclutato e che sono esperti nel loro campo. Questo mi dà grande fiducia e serenità quando lavoro con loro. D’altra parte, mi piace molto portare innovazioni nel campo editoriale, inventare nuove scritture, nuovi formati, e quindi cercare di rompere gli schemi. Questa è la mia vera forza motrice e ciò che mi motiva a venire a lavorare ogni giorno (oltre ai miei team!).

Su di me: un aneddoto

C’è un progetto che stiamo portando avanti da diversi mesi che apprezzo particolarmente e di cui vado piuttosto fiero. Per le elezioni presidenziali, abbiamo creato un formato digitale interattivo in cui la corsa all’Eliseo è rappresentata sotto forma di regata, con ciascun candidato in una barca, che avanza più o meno rapidamente in base al suo percorso. Questo progetto non è stato facile da mettere in piedi perché… come dire… era un po’ fuori dall’ordinario e dal modo in cui di solito parliamo di questo argomento. Fortunatamente, abbiamo avuto l’appoggio di diversi editorialisti politici del giornale, che erano molto entusiasti dell’idea, e il sostegno dei servizi di audience… Questo ha rafforzato le nostre convinzioni. Personalmente sono un fan di questo nuovo formato, che racconta la storia delle elezioni presidenziali in modo diverso e che ci permette di raggiungere un pubblico più giovane in modo innovativo.