LVMH porta per la prima volta a Londra il programma DARE Open Innovation per i dipendenti del Gruppo

Per la prima volta dall’istituzione di questo programma di intrapreneurship rivolto al futuro, il Gruppo LVMH ha organizzato a Londra il suo evento DARE (Disrupt Act Risk to be an Entrepreneur). I dipendenti del Gruppo della regione EMEA, selezionati tra i 450 talenti vincitori del concorso “Disegnare l’esperienza del cliente di domani”, si sono riuniti a Londra per tre giorni di brainstorming. Il prodotto delle loro riflessioni è stato presentato a una giuria composta da dirigenti di LVMH e delle sue Maison e a imprenditori esterni. La giuria ha selezionati tre progetti vincitori che saranno sponsorizzati al più alto livello dell’organizzazione.

LVMH ha creato DARE nel 2017, sulla base della convinzione che i dipendenti sono una fonte preziosa di conoscenza e creatività per alimentare innovazione ed eccellenza. Questa iniziativa dà ai dipendenti di LVMH, a prescindere dalla loro posizione all’interno del Gruppo, l’opportunità di esprimere la loro visione di innovazione e trasformare le loro idee in progetti concreti.

Sotto la guida di Chantal Gaemperle, vicepresidente esecutiva del Gruppo LVMH per le risorse umane e le sinergie, DARE è stato sviluppato dai membri di LVMH House, una villa nel cuore del quartiere Mayfair di Londra che rappresenta un marchio di eccellenza per lo sviluppo di talenti per dirigenti e collaboratori dal grande potenziale. Questo programma mondiale unico è trasversale a tutti i marchi e tutti i settori, e comprende tutte le aree di competenza e tutte le generazioni.

“L’iniziativa DARE è una pietra miliare della nostra strategia di sviluppo dei talenti, che si fonda sulla nostra profonda convinzione che sono le nostre persone a fare la differenza. È un’opportunità per i nostri talenti di tutto il mondo di sviluppare e perfezionare le loro capacità, creare una rete e scoprire e condividere idee al fine di promuovere un’innovazione aperta all’interno del Gruppo. Promuove una cultura di imprenditorialità nel Gruppo che è un valore fondamentale di LVMH”, ha affermato Chantal Gaemperle.

Dal momento del suo lancio, il progetto DARE si è concentrato su una varietà di temi, dal futuro del lusso allo sviluppo sostenibile dell’uguaglianza di genere, con eventi in Francia, Italia, Cina e Stati Uniti. Per l’evento di Londra, oltre 13.000 dipendenti di LVMH provenienti da Europa, Medioriente e Africa sono stati invitati a proporre un’idea relativa alle innovazioni nel campo dell’esperienza del cliente.

I 60 partecipanti selezionati per DARE Londra sono stati suddivisi in 12 squadre e a loro si sono uniti anche studenti del Central Saint Martins e dell’Imperial College London. Le squadre hanno lavorato sui loro progetti alla LVMH House per trasformare le loro idee in business plan, che sono stati poi messi alla prova da parte dei mentori prima di essere sottoposti alla giuria.

Congratulazioni a tutti i partecipanti e appuntamento alla prossima edizione di DARE a Tokyo il 12 novembre.

LVMH lancia la 3ª stagione de
La Maison des Startups presso il campus
Station F con un nuovo gruppo di startup

Il 5 e 6 settembre, LVMH ha inaugurato la terza stagione del suo incubatore, La Maison des Startups, accogliendo al campus Station F 26 nuove giovani imprese, quasi tutte selezionate attraverso l’Innovation Award di LVMH.

Station F – 3a stagione

La Maison des Startups LVMH è un programma di accelerazione creato dal Gruppo per le startup di tutto il mondo che auspica a migliorare l’esperienza cliente di domani. Questa iniziativa, uno dei punti fermi della politica di innovazione di LVMH, rafforza la collaborazione tra le Maison LVMH e le startup al fine di sviluppare servizi e prodotti innovativi per l’industria del lusso.

In uno spazio di 220 metri quadrati nel cuore di Station F, il più grande incubatore al mondo, La Maison des Startups LVMH consente agli imprenditori di dare forma a idee innovative grazie a tre elementi: l’apprendimento attraverso il contatto diretto con esperti delle Maison LVMH, la partecipazione a sessioni di coaching aziendale tenute da un team dedicato e il networking qualificato con talenti dell’ecosistema LVMH e altri imprenditori.

© LVMH

Quest’anno ventisei giovani imprese hanno preso parte a La Maison des Startups LVMH, proponendo soluzioni in nove categorie che spaziano dal brand awareness all’omnichannel, passando per la logistica, il clienteling, l’esperienza in negozio, i dati, la personalizzazione e molto altro. Tra loro figura il vincitore dell’Innovation Award 2019 di LVMH: la startup 3Dlook. Fondata negli Stati Uniti, 3Dlook ha sviluppato una tecnologia pensata per i marchi di moda in grado di scansionare il corpo attraverso un telefono cellulare per consentire alle Maison di offrire un’esperienza cliente altamente personalizzata, intuitiva e versatile.

Con La Maison des Startups LVMH, il Gruppo riafferma il suo impegno al servizio dell’eccellenza e la sua volontà di lavorare a stretto contatto con gli imprenditori per tracciare insieme il futuro del mondo del lusso.

Stella McCartney e LVMH siglano una partnership per accelerare ulteriormente la crescita della Maison Stella McCartney

Stella McCartney e LVMH hanno stipulato un nuovo accordo per accelerare ulteriormente la crescita della Maison Stella McCartney.

Nel mese di settembre i partner descriveranno in maniera dettagliata i propositi dell’accordo.

Stella McCartney continuerà a esercitare il ruolo di direttrice creativa e ambasciatrice del marchio e a possedere la quota di maggioranza del marchio.
L’obiettivo della collaborazione sarà quello di accelerare la crescita a livello mondiale della Maison Stella McCartney in termini di attività commerciali e strategiche, mantenendo inalterato l’impegno di lunga data del marchio nei confronti dei valori etici e della moda sostenibile.

A Stella McCartney sarà affidato un ruolo specifico nell’ambito della sostenibilità. La stilista vestirà infatti i panni di consulente speciale di Bernard Arnault e dei membri del comitato esecutivo.
LVMH e Stella McCartney sono lieti di iniziare questo nuovo capitolo insieme.

Bernard Arnault, presidente e CEO di LVMH, ha dichiarato:” Sono davvero entusiasta della collaborazione con Stella. Non è che l’inizio di un fantastico percorso insieme e siamo sicuri che porterà a un miglioramento a lungo termine per la Maison Stella McCartney. Un elemento chiave per la collaborazione è stato il fatto che Stella McCartney non solo ha iniziato a occuparsi di questioni etiche e ambientali prima di chiunque altro, ma ha fondato la sua Maison attorno a questi valori. La storia di Stella McCartney pone in rilievo l’impegno del gruppo LVMH nei confronti della sostenibilità.

LVMH è stata la prima azienda di grandi dimensioni in Francia a creare un dipartimento di Sviluppo Sostenibile, più di 25 anni fa, e Stella ci aiuterà ad aumentare ulteriormente la consapevolezza su queste tematiche così importanti.”

Stella McCartney ha aggiunto: ” In seguito all’annuncio della mia decisione di riprendere il controllo del marchio Stella McCartney a marzo 2018, sono stata contattata da vari partner che desideravano collaborare e investire nella Maison. Le varie proposte erano tutte interessanti, ma nessuna si avvicinava a quella lanciata da Bernard Arnault e da suo figlio Antoine. La passione e l’impegno che hanno mostrato nei confronti del marchio Stella McCartney, assieme al loro entusiasmo e al sostegno dei nostri valori in quanto leader globale nel settore dell’alta moda sostenibile, mi hanno davvero sorpresa.

Forgiare questa partnership con Bernard Arnault e il gruppo LVMH, pur continuando a mantenere la quota di maggioranza del marchio, rappresentava un’occasione davvero unica.

Lavorare a fianco di Bernard Arnault, della sua famiglia e di LVMH costituisce una nuova tappa fondamentale per me, la mia famiglia e per ognuno dei collaboratori della Maison Stella McCartney. Dalla sua nascita il marchio ha fatto tanta strada e la nuova collaborazione con LVMH rappresenta il riconoscimento dei nostri sforzi, tuttavia sento che questo è soltanto l’inizio e sono impaziente di sapere cosa ci riserverà il futuro”.

La stipula di questo accordo è soggetta alle condizioni standard, soprattutto per quanto concerne l’approvazione dell’autorità per la concorrenza.

DARE Days: due giorni per accelerare i progetti degli imprenditori del gruppo LVMH

In continuità con l’iniziativa imprenditoriale DARE LVMH (Disrupt, Act, Risk to be an Entrepreneur), il 18 e 19 giugno scorsi, il Gruppo ha organizzato i DARE Acceleration Days. Le due giornate prevedevano una serie di workshop (tra cui networking, tutoraggio e master class) volti ad accelerare lo sviluppo dei 20 progetti identificati durante gli eventi DARE.  

Lanciato nel 2017, il programma DARE LVMH (Disrupt, Act, Risk to be an Entrepreneur) nasce dalla volontà del gruppo LVMH di offrire ai propri collaboratori la possibilità di esprimere la loro visione dell’innovazione e di trasformala in progetti concreti. In seguito al lancio, sono stati cinque gli eventi DARE organizzati nel mondo – a Parigi, Venezia, Shanghai e New York – su temi che spaziano dalla reinvenzione dell’industria del lusso di domani, all’ambiente e alla parità di genere.

© Nora Houguenade

Quest’anno, molti dei progetti DARE sono stati presentati in occasione di EllesVMH, evento organizzato il 13 marzo scorso per celebrare la Giornata internazionale della donna: Shero, una piattaforma digitale interna per condividere contenuti di particolare interesse (video, podcast e altro ancora) e aiutare così le donne del Gruppo a realizzarsi e a ottenere la parità di genere, e l’EllesVMH Inclusion Index, due progetti a favore del dibattito sulla diversità nell’ambito dell’intero Gruppo. Altri progetti DARE, invece, sono stati presentati in occasione di Viva Technology 2019, come ad esempio Canvas of the Future, che ha permesso di integrare degli schermi nelle borse Louis Vuitton.

Per celebrare il successo del programma DARE negli ultimi due anni, i DARE Acceleration Days hanno riunito i 20 team di imprenditori DARE più dinamici per accelerare lo sviluppo dei progetti.

© Nora Houguenade

Il programma prevedeva sessioni di networking con tredici startup de La Maison des Startups LVMH, l’incubatore del Gruppo con sede presso il campus Station F, e sessioni di coaching con 33 top manager del Gruppo e della Maison, oltre alle master class e ai laboratori condotti da esperti di LVMH. Le due giornate hanno permesso ai team DARE di presentare le proprie soluzioni e di trovare l’appoggio di potenziali sponsor interni.

“I DARE Acceleration Days consolidano ulteriormente l’impegno di LVMH a favore delle iniziative imprenditoriali. Siamo molto orgogliosi di vedere tutti questi talenti, provenienti da ogni parte del mondo, lavorare con tanta passione su progetti in cui credono davvero”, ha dichiarato Chantal Gaemperle, Vicepresidente esecutiva per le risorse umane e sinergie del gruppo LVMH.

 

Veuve Clicquot x Women: la Maison svela i risultati del suo primo barometro internazionale dell’imprenditorialità femminile

Nel tempo, Veuve Clicquot ha creato una comunità di donne la cui energia ed esperienza alimentano e rafforzano i talenti femminili nel settore imprenditoriale. Oggi, la Maison pubblica i risultati di un sondaggio internazionale che delinea lo stato attuale dell’imprenditoria femminile, identificando i pregiudizi comuni e le barriere mentali e strutturali da affrontare e superare. Il rapporto completo è stato presentato in occasione dell’evento Veuve Clicquot x Women tenutosi l’11 giugno presso 3 Mazarine a Parigi. L’iniziativa continua con tutti coloro che desiderano sostenere una nuova generazione di donne audaci e coraggiose.

Madame Clicquot ha avuto pochissimo tempo per ponderare la decisione coraggiosa che ha preso nel 1805, quando ha rilevato l’impresa di famiglia di produzione di champagne in un’epoca in cui le donne erano escluse dal mondo degli affari. La sua determinazione temeraria è ancora oggi al cuore del DNA di Veuve Clicquot. In omaggio al suo retaggio, la Maison ha creato il Veuve Clicquot Business Woman Award nel 1972 e il “Prix Clémentine” New Generation Award nel 2014. Dall’istituzione di questi riconoscimenti, Veuve Clicquot ha premiato lo spirito imprenditoriale e i risultati eccezionali di oltre 350 donne in 27 Paesi in tutto il mondo.

Oggi la Maison è orgogliosa di consolidare il proprio impegno e incoraggiare le generazioni future di donne leader. L’11 giugno, nell’ambito di una conversazione iniziata nel 1805 e ripresa ai giorni nostri con la partecipazione di importanti role maker, Veuve Clicquot invita le donne a osare, a essere temerarie, a fare il grande passo, contribuendo così a un cambiamento tangibile nella società.

In occasione di un evento per la presentazione dei risultati del suo primo barometro internazionale dell’imprenditoria femminile in Francia, Regno Unito, Sudafrica, Giappone e Hong Kong, Veuve Clicquot ha invitato 18 donne di successo – tra cui Venus Williams, Nora Hamzawi, Axelle Lemaire, Alice Zagury e Camille Morineau – a condividere i loro percorsi e discutere di temi importanti. L’obiettivo era quello di creare uno spazio nel quale le donne si sentissero libere di raccontare le proprie esperienze. Moderata da Lauren Bastide, la discussione ha evidenziato le barriere – a volte imprevedibili – che le donne devono affrontare e superare quando intraprendono un percorso imprenditoriale. Attraverso le loro avvincenti storie personali, queste role maker hanno proposto idee e soluzioni per guidare il cambiamento.

Vénus Williams © Veuve Clicquot

In Francia, nonostante il 91% delle “wantrepreneur” ritenga che le donne imprenditrici siano modelli da seguire, solo il 12% delle donne è in grado di nominare un’imprenditrice di successo*. Per affrontare il problema, Veuve Clicquot intende svolgere un ruolo determinante per apportare un contributo concreto al cambiamento sociale.

“Ci impegniamo ancora di più perché vogliamo incoraggiare le donne a essere audaci, ad affermare il loro talento e a intraprendere la strada imprenditoriale”, afferma Jean-Marc Gallot, CEO della Maison Veuve Clicquot. “Ecco perché continueremo il nostro sondaggio e lo estenderemo a nuovi Paesi”. “Lo scopo”, come afferma, “è quello di riconoscere le donne – e gli uomini – che agiscono. I role maker, con le loro preziose capacità e competenze, sono fonte di ispirazione e si applicano per aiutare le donne a forgiare il proprio destino in modo che possano a loro volta ispirare le nuove generazioni. E siamo certi che Madame Clicquot sarebbe d’accordo”.

Cliccare su questo link per consultare il rapporto completo del sondaggio: https://www.veuveclicquot.com/fr-fr/clicquot-world/veuve-clicquot-devoile-son-premier-barometre-international-sur-l%E2%80%99entrepreneuriat

*Indagine condotta da Market Probe su un campione rappresentativo di 10.171 persone in cinque Paesi. I risultati del sondaggio sono stati analizzati da BETC Corporate.

LVMH x VivaTech 2019 – Giorno 1: l’essere umano prima di tutto

In seguito all’inaugurazione dell’evento e al breve discorso di benvenuto di Ian Rogers, direttore per lo sviluppo digitale di LVMH, rivolto ai rappresentanti delle startup, la giornata è proseguita con una presentazione più che mai in tema. Gianluca De Santis, CDO di Thélios, joint venture che riunisce le competenze di LVMH e Marcolin, due gruppi accomunati dalla stessa idea sul futuro dell’eyewear, ha presentato le proprie riflessioni sull’innovazione intesa come elemento fondamentale per avvicinarsi agli esseri umani.

Lo stesso argomento è stato ripreso anche dalla Maison Bvlgari con “Dream Machine”, un dispositivo che grazie alla realtà virtuale vede l’utente protagonista di un’esperienza completamente differente.

La prima metà delle trenta startup in lizza per il riconoscimento LVMH Innovation Award ha poi preso la parola per presentare le proprie innovazioni agli specialisti e al grande pubblico, mentre nell’ambito del CEO Forum, Norbert Leuret, presidente di LVMH Giappone, si è unito a Ian Rogers per discutere dell’esperienza cliente nell’universo del lusso giapponese in seguito a una tanto attesa ripresa dell’economia nipponica.

Ian Rogers, CDO LVMH © Gabriel de La Chapelle

Retail virtuale e imprenditoria reale

Nel pomeriggio, Francis Kurkdjian, cofondatore e direttore artistico dell’omonima Maison di profumi, e Ken Kawaguchi, CEO di Vaqso, sono intervenuti sul tema della realtà virtuale e aumentata, presentando un affascinante dispositivo che arricchisce di fragranze la realtà virtuale. Luana Palumbo, direttrice dei social media e della comunicazione digitale di Emilio Pucci, e Karoline Gross, fondatrice di Smartzer, hanno parlato della possibilità di integrare esperienze video interattive e shoppable nel sito di e-commerce della Maison, nelle campagne Instagram e nei touchscreen dei punti vendita.

In seguito, Markus Boelter, Technology Lead di LVMH Digital APAC, ha condiviso quanto appreso durante la creazione del sistema di clienteling su WeChat, principale piattaforma di e-commerce cinese.

L’imprenditoria femminile è stato invece il tema affrontato dalle fondatrici di tre startup operanti nel settore della bellezza e sostenute da Sephora Stands, il programma dedicato all’impegno sociale e ambientale del marchio.

Flavia Gorayeb, merchandiser articoli di pelletteria di Fendi e in passato partecipante al programma DARE di LVMH, ha poi parlato delle sfide e dei rischi incontrati diventando Intrapreneur nella grande famiglia LVMH.

Shanty Baehrel, CEO e fondatrice di Shanty Biscuits, ha infine deliziato il pubblico ripercorrendo le tappe che l’hanno condotta a conquistare il titolo di Bisqueen.

Pitch session delle startup © Gwenn Dubourthoumieu

Costruire un mondo migliore

Pitches from the other fifteen Innovation Award contestants soon followed, as a fascinating round-table, moderated by Pierre Louette (Chairman and CEO of Groupe Les Échos) began on Stage One, bringing together luminaries Tristan Harris (Co-Founder and Executive Director of the Center for Humane Technology), Sophie Bellon (Chairwoman of Sodexo), Alex Dayon (President and CSO of Salesforce), Natalia Vodianova (Co-Founder of Elbi), Jimmy Wales (Founder of Wikipedia), who all brought their expertise in tech and ethics to a conversation about building tech for a better world.

La giornata si è conclusa con Mikael Guery, direttore progetti di La Samaritaine, che ha fatto il punto sui lavori di rinnovamento dei celebri grandi magazzini parigini, la cui riapertura è prevista per il 2020, sottolineando come la customer experience così assicurata possa essere all’altezza delle aspettative sempre più sofisticate ed esigenti di una clientela sempre più digitale.
Il Pavillon LVMH, in questo primo giorno, ha impostato i toni della nuova edizione di Viva Technology, in attesa di rivelare le altre innovazioni in serbo e il nome della startup vincitrice del LVMH Innovation Award. Tomorrow is already here…

LVMH x VivaTech 2019: la customer experience di domani

In occasione di VivaTech 2019, LVMH ha allestito il proprio padiglione ispirandosi alle esposizioni universali del XIX secolo, vetrine dei progressi tecnologici e industriali dell’epoca. I 500 metri quadri del Pavillon LVMH hanno visto protagonista il lavoro di varie Maison del Gruppo, oltre alle innovazioni proposte dalle trenta startup internazionali che hanno presentato le proprie soluzioni per la customer experience di domani.

Otto tappe ricreate ad hoc all’interno del padiglione del Gruppo hanno permesso ai visitatori di ripercorrere l’intera esperienza cliente, dalla fase di esplorazione a quella del pagamento, senza dimenticare l’omnicanalità e persino il CRM.

Ogni giorno, dal 16 al 18 maggio, il Pavillon LVMH ha offerto ai visitatori la possibilità di partecipare agli scambi tra i dirigenti, gli artigiani e gli innovatori presenti per seguire l’evento più esclusivo della stagione.

Chi lo desidera può vedere gli istanti più significativi su INSTAGRAM e TWITTER!

o rivivere i momenti clou delle giornate sul www.lvmh.com

Giorno 1: l’essere umano prima di tutto

Giorno 2: un riconoscimento all’innovazione

Giorno 3: il futuro comincia oggi

Take a look at VivaTech 2019:

LVMH x VivaTech 2019 – Giorno 3: il futuro comincia oggi

Protagonista della terza e ultima giornata di Viva Technology 2019 è stata la passione per l’innovazione di LVMH, illustrata nei dettagli al grande pubblico.

Non a caso, il Gruppo riunisce più di 70 straordinarie Maison che si reinventano costantemente, senza mai dimenticare le proprie radici e tradizioni.

L’ultimo giorno è così iniziato per i visitatori con “I Never Promised You A Garden”, esperienza di realtà virtuale creata da Pastor Placzek e presentata durante il VR Arles Festival.

© Sylvain Bachelot

Hélène Freyss, direttrice della comunicazione di LVMH, ha evidenziato gli elementi fondanti alla base del successo del primo gruppo mondiale del lusso, ricordando che tutti i prodotti delle Maison che ne fanno parte sono frutto del connubio tra savoir-faire, tradizione e soprattutto, capacità di innovazione.

La rinascita di un’icona

Da ormai diversi anni, il centro di Parigi è protagonista di un grande progetto di rinnovo presentato ai visitatori di VivaTech da Séverine Chabaud, responsabile della comunicazione per La Samaritaine. Nel mese di aprile 2020, i leggendari grandi magazzini sveleranno la nuova facciata in vetro ondulato, creata dall’agenzia giapponese Sanaa, e la vetrata storica in stile Art Nouveau restaurata.

 

© Sylvain Bachelot

La cultura del futuro

L’edizione 2019 di Viva Technology non poteva chiudere senza uno spazio dedicato ai protagonisti dell’innovazione del futuro.

Per ispirare le nuove generazioni, Audrey Quievreux, digital HR manager di LVMH, ha presentato i mestieri digitali del futuro e le numerose opportunità di lavoro offerte dal Gruppo.


Un futuro in piena salute

Il Pavillon LVMH ha presentato l’innovazione anche da un punto di vista più olistico.

Ferréol De Bony, direttore merci de La Grande Épicerie de Paris, è intervenuto sul tema dell’agroecologia e dell’agricoltura urbana, due modalità di produzione innovative e rispettose dell’ambiente che il raffinato negozio parigino ha adottato per deliziare i propri clienti.

Per restare in tema di tecnologie alimentari, Morgane Pont-Bruyns, Trademarketing & Innovation Manager di Chandon, ha presentato la nuova collaborazione della Maison con Ripples, startup israeliana che ha sviluppato una soluzione in grado di personalizzare la guarnizione dei cocktail.

La salute ha così avuto un posto d’onore: Anaïs Barut, vincitrice del Veuve Clicquot Business Woman Award 2016, oltre che presidentessa e cofondatrice della startup Damae Medical, ha spiegato che all’età di 21 anni ha saputo dimostrare la stessa audacia di Madame Clicquot presentando il suo innovativo sistema di diagnosi del tumore della pelle. Uno sguardo illuminante sulla strada percorsa e sugli ostacoli che ha dovuto superare.

Si è chiuso così il sipario su Viva Technology 2019, mentre le Maison del Gruppo e alcune startup sono già al lavoro per l’edizione 2020, dimostrando che l’innovazione è un elemento profondamente radicato nel DNA di LVMH.

 

LVMH x VivaTech 2019 – Giorno 2: un riconoscimento all’innovazione

Sono le dieci del mattino quando viene finalmente annunciato il vincitore del riconoscimento LVMH Innovation Award. Trenta startup provenienti da nove Paesi sono state precedentemente selezionate da LVMH per la qualità e l’ambizione delle soluzioni proposte in materia di esperienza cliente per il futuro.

Ad aggiudicarsi il premio, assegnato dal presidente e CEO di LVMH Bernard Arnault e dal direttore per lo sviluppo digitale del Gruppo Ian Rogers, è stata 3DLOOK, startup specializzata in tecnologie per body-scanner mobili destinati a rivenditori di abbigliamento e ad altri settori.

Le Maison di LVMH continuano a innovarsi aggiornando tradizioni ormai consolidate e Viva Technology diventa l’arena naturale dove condividere le innovazioni del Gruppo.

© Gwenn Dubourthoumieu

Tradizioni all’insegna dell’innovazione

Essere uno dei gruppi del lusso più influenti al mondo implica una grande responsabilità in tema di preservazione delle tradizioni e del savoir-faire del settore. Significa anche che il Gruppo deve continuare a cercare nuovi processi e modalità per gestire savoir-faire spesso ancestrali e materiali preziosi.

Il primo a intervenire in questa seconda giornata è stato il presidente della manifattura Zenith, Julien Tornare, che ha parlato dell’incontro tra le tradizioni del 1865 (anno della fondazione della Maison) e le tecnologie del XXI secolo, ricordando come la passione degli artigiani contribuisca alla costante evoluzione della loro arte.

Laura Burdese, presidentessa di Acqua di Parma, ha descritto la perfetta integrazione tra l’universo Barbiere dell’azienda italiana e Google Home e Alexa, dimostrando che gli assistenti digitali possono effettivamente rafforzare l’intimo legame tra marchi e consumatori.

Per quanto riguarda Ruinart, Cécile Riffaud e Aurélie Doré, rispettivamente direttrice marketing internazionale e responsabile digitale e account consumatori, hanno spiegato come l’azienda riesca a coniugare tradizione e modernità, consolidando il legame tra lusso e contenuti digitali.

© Gwenn Dubourthoumieu

Nuovi modi per raccontare la storia di un marchio

Jean-Denis Mariani, direttore per lo sviluppo digitale di Guerlain, ha poi parlato del contributo dell’evoluzione digitale alla ricchezza dei racconti, evocando la recente esperienza del suo team in occasione del lancio di un profumo.

Hublot e Bvlgari hanno invece svelato le rispettive strategie immersive: Hublot ha presentato Digital Boutique, una realtà virtuale a 360 gradi che permette al cliente di contattare direttamente la Maison, mentre Bvlgari ha illustrato il funzionamento di Tovch, un dispositivo che infonde il lusso nel cuore dell’Internet degli oggetti.

Geek dal palato raffinato

Tra i temi trattati spiccano anche le tecnologie all’avanguardia, spesso invisibili agli occhi dei consumatori. Leslie Serrero, vicepresidente senior per lo sviluppo della clientela internazionale, il marketing e l’e-retail, è intervenuta sull’intelligenza artificiale e sulle questioni legate alla raccolta dati nell’universo del lusso.

Xavier Poitou, coordinatore della ricerca e dell’innovazione, e Guillaume Delprat, direttore della produzione vinicola, hanno invece affrontato il tema della robotica al servizio dei vigneti di Hennessy, spiegando che la Maison intende raggiungere l’obiettivo “zero pesticidi” grazie al robot TED.

© Gwenn Dubourthoumieu

Passione per l’imprenditoria

In materia di imprenditoria, Laetitia Roche-Grenet, Business Synergies Director della Maison LVMH, e Léa Baudin, imprenditrice di LVMH, hanno parlato del programma DARE, una rivoluzione nella cultura d’impresa del Gruppo che promuove l’innovazione interna.

Laetitia Roche-Grenet è stata poi raggiunta da Olivier Le Garlantezec, direttore partnership del dipartimento digitale di LVMH, e da tre delle startup che il Gruppo ha inserito nell’acceleratore parigino “La Maison des Startups” di Station F.

Per ulteriori novità in materia di scoperte, innovazione, savoir-faire e imprenditoria, non perdete la terza e ultima giornata di Viva Technology 2019 presso il Pavillon LVMH! The future is now…

 

La Startup 3DLOOK si è aggiudicata la vittoria della terza edizione del LVMH Innovation Award, organizzato nell’ambito di Viva Technology 2019

In occasione della seconda giornata di Viva Technology, Bernard Arnault, presidente e CEO di LVMH, e Ian Rogers, direttore per lo sviluppo digitale del Gruppo, hanno assegnato il riconoscimento LVMH Innovation Award a 3DLOOK, startup specializzata nello sviluppo di body scanner mobili destinati a rivenditori di abbigliamento e ad altri settori.

Istituito con successo nel 2017, il riconoscimento LVMH Innovation Award è stato assegnato il 17 maggio scorso nell’ambito dell’evento internazionale dedicato all’innovazione Viva Technology davanti a un pubblico di collaboratori del Gruppo, startup e altri partecipanti. Le 30 startup finaliste, 63% delle quali hanno sede oltre i confini francesi, erano state precedentemente selezionate dal Gruppo tra centinaia di candidati desiderosi di concorrere all’attribuzione del premio e presentare i propri progetti innovativi presso il Pavillon LVMH.

Il tema scelto quest’anno per il Pavillon LVMH era “Crafting the Customer Experience of Tomorrow” (la customer experience di domani). Per tutta la durata dell’evento le 30 startup finaliste, insieme alle 24 Maison del Gruppo, hanno presentato le loro proposte per migliorare l’esperienza cliente, ciascuna incentrata su uno degli otto aspetti focali individuati da LVMH.

Iniziativa importante di Viva Technology, il riconoscimento LVMH Innovation Award è stato istituito per individuare e favorire concretamente lo sviluppo delle startup, incoraggiando scambi virtuosi tra le Maison del Gruppo e i finalisti del premio durante tre giorni di dimostrazioni e pitch session. Un approccio che ben riflette valori cari a LVMH, quali la creatività, l’innovazione, l’eccellenza e lo spirito imprenditoriale.

“Quest’anno, la maggior parte delle candidature ricevute proviene da Paesi diversi dalla Francia e questo, oltre a confermare il successo dell’iniziativa, offre alle giovani imprese la straordinaria possibilità di proporsi nell’ambito del più importante evento mondiale dedicato all’innovazione. LVMH intende così creare la customer experience di domani in assoluto più affascinante ed esemplare, grazie alle sinergie tra le nostre Maison e i finalisti del riconoscimento LVMH Innovation Award”, ha dichiarato Ian Rogers, direttore per lo sviluppo digitale del Gruppo.

3DLOOK è stata fondata nel 2016 da Vadim Rogovskiy, Alex Arapov e Ivan Makeev nel cuore della Silicon Valley, quando hanno intuito di poter misurare il corpo umano utilizzando un semplice smartphone. La tecnologia sviluppata dalla startup garantisce che gli indumenti acquistati corrispondano perfettamente alle misure del cliente. Prima azienda a sviluppare con successo una tecnologia in grado di rilevare ed elaborare le misure di un corpo umano grazie a due semplici fotografie, propone ai propri clienti – maison, rivenditori e aziende di e-commerce – soluzioni che consentono di offrire esperienze cliente personalizzate attraverso qualsiasi canale. In qualità di vincitrice del riconoscimento LVMH Innovation Award, 3DLOOK avrà a disposizione il supporto personalizzato del Gruppo per il proprio sviluppo nell’ambito de La Maison des Startups presso l’incubatore Station F.

“È un grande onore ricevere questo riconoscimento da parte di LVMH. Sarà per noi una meravigliosa occasione per avviare delle partnership con le Maison del Gruppo e cogliere nuove sfide” ha dichiarato Vadim Rogovskiy.

Sono cinque le startup, inclusa 3DLOOK, che hanno avuto l’occasione di presentare sul palco le proprie innovazioni durante la cerimonia del premio LVMH Innovation Award:
• 3DLook (Stati Uniti) sviluppa tecnologie per body-scanner mobili destinati ai rivenditori di abbigliamento e ad altri settori. L’applicazione rileva la taglia e la silhouette del cliente sulla base di due semplici fotografie, con qualsiasi sfondo, per acquisti online o in negozio.
• DigitalGenius (Regno Unito) consente di gestire il servizio clienti in maniera automatica, grazie alla comprensione delle conversazioni e all’automatizzazione di processi ripetitivi.
• Euveka (Francia) propone un manichino connesso che rivoluziona i processi di prototipizzazione e sviluppo dei capi di abbigliamento. La soluzione si adatta il più possibile all’evoluzione del corpo umano.
• Evrythng (Regno Unito) è una piattaforma di prodotti smart che attribuisce un’identità digitale a oggetti fisici.
• Slyce (Stati Uniti) è una tecnologia di ricerca visuale e di riconoscimento delle immagini destinata ai rivenditori e alle maison. Consente agli utenti di identificare un oggetto quando lo vedono.