LVMH presenta i suoi obiettivi “Biodiversità” e rafforza la propria partnership con l’UNESCO mediante un progetto in Amazzonia

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Unesco MAB

LVMH – partner del programma UNESCO MAB (Man and the Biosphere), che celebra quest’ano il suo 50° anniversario – ha rivelato la sua nuova strategia per la biodiversità in occasione del forum organizzato dall’UNESCO “Our Planet, Our Future”. È uno dei pilastri del nuovo programma LIFE 360 (LVMH Initiatives For the Environment) e punta a dare un contributo netto positivo alla biodiversità limitando l’impatto dell’attività sugli ecosistemi, partecipando alla riabilitazione di 5 milioni di ettari di habitat per flora e fauna entro il 2030, in particolare grazie all’agricoltura rigenerativa. È nell’ambito di questa nuova strategia che il Gruppo lancia, in collaborazione con il programma UNESCO MAB un’iniziativa volta a combattere la deforestazione in Amazzonia, i cui obiettivi chiave sono stati delineati nel forum.

La protezione degli ecosistemi naturali è sempre stata estremamente importante per LVMH, la cui attività è fortemente legata alle materie prime naturali (fiori, uve, cotone, pelle, pietre, ecc.). Una priorità della visione a lungo termine del Gruppo è la tutela della natura, le cui ricchezze sono cruciali per il carattere eccezionale dei prodotti creati dalle sue Maison. Davanti a un degrado inedito della biodiversità in tutto il mondo, LVMH sta agendo per rendere la salvaguardia e la rigenerazione della biodiversità un pilastro chiave della sua strategia ambientale LIFE 360. I nuovi obiettivi di questo approccio sono stati presentati da Antoine Arnault durante una tavola rotonda con Audrey Azoulay, direttrice generale dell’UNESCO.

“Il lusso si trova all’incrocio tra natura e creatività: ci serve la natura per poter realizzare i nostri prodotti di alta qualità e la natura deve essere rinnovata e protetta. In quanto leader mondiale del lusso, LVMH si impegna a rendere la protezione della biodiversità una priorità assoluta e ad essere un attore esemplare del cambiamento – audace, creativo ed esigente per costruire un futuro più sostenibile. Gli obiettivi ambiziosi che continuiamo a prefiggerci per ridurre il nostro impatto sull’ambiente sono visti molto più come opportunità creative che come mere limitazioni. La collaborazione “ACT for biodiversity” a fianco dell’UNESCO è un pilastro chiave della nostra strategia, che ci ha permesso di mettere in questione le norme, avere un impatto positivo e duraturo al di là della nostra catena di approvvigionamento, e di dimostrare che riconciliare sviluppo economico e tutela della natura è possibile,” ha sostenuto Antoine Arnault, Immagine e Ambiente LVMH.

“Per mezzo secolo, l’UNESCO è stato un pioniere nella conservazione e nell’impiego sostenibile della biodiversità. La rete mondiale dell’UNESCO di riserve della biosfera conta già più di 700 siti di sperimentazioni di soluzioni sostenibili. Già da sola questa rete rappresenta oltre il 5% della superficie terrestre. Siglando il 50° anniversario di questo programma, la nostra collaborazione con il gruppo LVMH è un modo concreto per far fruire l’esperienza che abbiamo accumulato”, ha affermato Audrey Azoulay, direttrice generale dell’UNESCO.

Il Gruppo LVMH ha costruito la sua strategia per la biodiversità attorno a quattro obiettivi:

Stabilire una misura chiara e precisa dell’impatto sulla biodiversità

Misurare è uno strumento potente per definire le priorità, gli obiettivi e le azioni. Quando si parla di biodiversità, rimane un soggetto spinoso. LVMH lavora all’implementazione di strumenti di misurazione come i punti Global Biodiversity Score e si serve di analisi del ciclo di vita con indicatori inerenti alla biodiversità geolocalizzata, un metodo pionieristico ma ancora poco impiegato che sarà arricchito mediante collaborazioni con scienziati esperti del settore. Tramite impegni e azioni, LVMH apporta il proprio contributo alla definizione degli standard di riferimento operata da Science Based Target for Nature, il cui scopo è allineare tutte le iniziative aziendali con obiettivi internazionali per la tutela della biodiversità.

Eliminare e ridurre l’impatto sugli ecosistemi

Il Gruppo segue la volontà di non utilizzare materie prime provenienti da zone dall’elevato rischio di deforestazione o desertificazione. Inoltre, entro il 2026 LVMH lancerà sistemi di certificazione in linea con gli standard più rigorosi in termini di criteri relativi alla biodiversità e li applicherà a livello dell’intera rete strategica supply.

Promuovere il benessere animale

In seguito all’implementazione della sua Carta sul benessere animale in merito all’approvvigionamento di materie prime, il Gruppo compie un ulteriore passo avanti rafforzando il proprio impegno in questo campo. La sua nuova strategia per la biodiversità si pone come termine ultimo il 2026 per l’applicazione totale degli standard e delle best practice definite nel documento.

Rigenerare gli ecosistemi

Il Gruppo ha inoltre annunciato il lancio di programmi di agricoltura rigenerativa per materie prime agricole quali uva, cotone, lana o pelle entro il 2030, nonché la contribuzione all’azione collettiva di rigenerare gli ecosistemi e conservare piante e specie animali particolarmente minacciate. Da tempo LVMH e le sue Maison sono coinvolte nella salvaguardia di alcune specie, quali le api neri in Bretagna, il possum di Leadbeater e il succhiamiele in Australia. Ulteriori iniziative per partecipare a queste azioni saranno decise tramite consultazioni con il personale del Gruppo.

L’obiettivo è rigenerare l’equivalente di cinque milioni di ettari di habitat per flora e fauna entro il 2030, o all’interno delle catene di fornitura o nell’ambito di progetti di conservazione. Rientrano nella categoria tanti programmi di tutela ambiziosi lanciati dalle Maison del Gruppo:

  • “Guerlain for Bees Conservation Program”, che include l’iniziativa “Women for Bees”, anch’essa lanciata in collaborazione con UNESCO MAB, per proteggere una specie essenziale per la salvaguardia della biodiversità sulla Terra
  • Il programma “Living Soils” di Moët Hennessy per la rigenerazione dei suoli
  • I progetti pilota di agricoltura rigenerativa lanciati con l’appoggio di Stella McCartney.

Per raggiungere questo obiettivo, LVMH sta lavorando in collaborazione con UNESCO MAB per riconciliare sviluppo sostenibile, rispettoso dei contesti culturali locali, e protezione ambientale. In questa cornice, LVMH e l’UNESCO hanno avviato un programma contro i fattori di deforestazione in Amazzonia, con un budget di cinque milioni di euro su cinque anni. È volto a contrastare le origini della deforestazione dell’inquinamento acquatico nel bacino amazzonico combinando otto riserve della biosfera in Bolivia (Pilón-Lajas, Beni), Ecuador (Yasuní, Sumaco, Podocarpus-El Condor), Brasile (Amazzonia centrale) e Perù (Manu, Oaxapampa-Ashaninka-Yanesha).

In collaborazione con attori locali, il progetto si concentrerà su due temi principali:

  • Riforestazione e riabilitazione dei terreni degradati – prevenendo e migliorando la gestione degli incendi nelle riserve della biosfera per contribuire alla salvaguardia degli ecosistemi della foresta tropicale dell’Amazzonia.
  • Creazione di impiego sostenibile e fonti di guadagno alternative – promuovendo e assicurando sul lungo termine il sostentamento delle popolazioni locali senza ricorrere alla deforestazione.

Il progetto mira quindi a fornire soluzioni concrete che traggono il meglio dal sapere scientifico e dal know-how nativo e autoctono. Nel breve termine, il risultato sarà la creazione di un sistema radio locale dedicato alla prevenzione degli incendi nella foresta basato su infrastrutture già esistenti. Nel lungo termine, consentirà di identificare la best practice e stabilire attività economiche sostenibili in aree di deforestazione massiccia.

Al momento le riserve della biosfera stanno identificando progetti che diventeranno parte del programma (sistema di coltivazione agroforestale, raccolti sostenibili di prodotti forestali, ecc.) con il potenziale per essere poi applicati ad altre riserve.