THÉLIOS

LVMH e Marcolin uniscono i rispettivi savoir-faire e creano Thélios. Con la sua visione ambiziosa, l’eyewear diviene un accessorio must-have ed evolve in base alle collezioni prêt-à-porter delle Maison per soddisfare le esigenze dei nuovi consumatori.

I tre pilastri fondamentali di Thélios sono:

  • La stretta collaborazione con le Maison partner per creare prodotti che rispettino la loro identità
  • L’eccellenza in ciascuna fase della produzione, come conseguenza del savoir-faire e dell’innovazione
  • Il rapporto con i clienti, attraverso il controllo della distribuzione a livello globale

Thélios sceglie un approccio a lungo termine, con la volontà di favorire l’impiego nei luoghi nei quali vengono sviluppati i suoi prodotti: in Francia e nella zona di Longarone, in Italia, celebre per il savoir-faire nel settore eyewear.

Riflettori puntati sull’evento Future LIFE: 25 anni di storia LVMH a favore dell’ambiente

Nel 2017, LVMH ha celebrato il 25° anniversario del suo Dipartimento Ambientale con un evento speciale denominato “Future LIFE”.

© LVMH

Nel 1992, anno del Summit della Terra, il Gruppo LVMH creò un vero e proprio Dipartimento Ambientale che riferiva direttamente ai vertici aziendali. Il nuovo dipartimento aveva il compito di stabilire gli ambiziosi obiettivi ambientali di LVMH e di fornire sostegno alle Maison per il loro raggiungimento.

Future LIFE - Una retrospettiva

 

Durante la cerimonia aperta da Bernard Arnault, Presidente e CEO di LVMH, le Maison del Gruppo hanno presentato gli impegni concreti per realizzare gli obiettivi chiave del programma LIFE 2020. Molti CEO hanno illustrato personalmente le iniziative delle proprie Maison, tra cui Michael Burke (Louis Vuitton), Chris de Lapuente (Sephora) e Philippe Schaus (Moët Hennessy). Sono intervenuti anche i relatori ospiti Bertrand Piccard, Presidente della Fondazione Solar Impulse, e Tony Estanguet, Co-Presidente del Comitato Olimpico Parigi 2024. I relatori hanno evidenziato le iniziative pionieristiche di LVMH e l’elevata priorità strategica accordata dal Gruppo e dalle singole Maison allo sviluppo sostenibile.

“Accogliendo le istanze ecologiche come fonte di innovazione, abbiamo reso fin da subito la responsabilità ambientale un pilastro della nostra strategia di crescita. Il Gruppo LVMH è orgoglioso del ruolo pionieristico svolto negli ultimi 25 anni, e aspira a rimanere un precursore su questo fronte”, ha dichiarato Bernard Arnault, Presidente e CEO di LVMH.

Future LIFE - Sintesi dell'evento

Il Gruppo LVMH ha lanciato il programma LIFE nel 2012 con l’obiettivo di accelerare la strategia ambientale e di sostenibilità messa in atto dal 1992. Fondamento di tale strategia, LIFE si applica alle attività di produzione, supply chain, distribuzione e progettazione delle 70 Maison LVMH. Questo importante programma coinvolge tutti i 145.000 dipendenti del Gruppo.

Nel 2015, nell’ambito di questo programma, LVMH ha creato un fondo per il carbonio, dando vita a un potente strumento per ridurre le emissioni di gas a effetto serra del Gruppo e delle sue Maison del 25%, contribuendo così all’impegno internazionale per contenere il riscaldamento globale. Il programma ha ottenuto un enorme successo, con investimenti in progetti per oltre sei milioni di euro.

Oggi, LVMH ribadisce il proprio impegno nel considerare la salvaguardia dell’ambiente un motore di crescita fondamentale, ampliando il programma LIFE con nuovi obiettivi per il 2020. Questo impegno inderogabile si basa su quattro pilastri che coinvolgono tutte le attività e i settori aziendali del Gruppo: prodotti, supply chain, CO2 e siti. Per ogni pilastro sono stati stabiliti obiettivi concreti:

Obiettivo prodotti: ridurre l’impatto ambientale legato alla realizzazione dei prodotti. Entro il 2020, il Gruppo mira a migliorare la performance ambientale di tutti i suoi prodotti, coprendo l’intero ciclo di vita.

Obiettivo Supply Chain: monitorare più da vicino la tracciabilità e la conformità delle materie prime utilizzate per la creazione dei nostri prodotti d’eccezione, salvaguardando al tempo stesso le risorse naturali e applicando gli standard più elevati al 70% delle catene di approvvigionamento.

Obiettivo CO2: ridurre le emissioni di CO2 del 25% entro il 2020, portando avanti le iniziative introdotte per combattere il cambiamento climatico. Nel 2002, il Gruppo LVMH fu il primo a promuovere una tendenza tra le aziende, introducendo nelle sue Maison i rapporti sui gas a effetto serra. Nel 2015, LVMH si è dimostrato nuovamente un precursore creando un fondo per il carbonio, annunciato durante la conferenza COP21.

Obiettivo siti: tutti i siti punteranno a un miglioramento minimo del 10% degli indicatori della performance ambientale, tra cui consumo idrico ed energetico e produzione dei rifiuti. Le Maison si impegnano, inoltre, a migliorare la propria efficienza energetica del 15%.

Future LIFE - Il programma LIFE 2020

Il programma LIFE 2020 segna l’inizio di una nuova fase fondamentale, offrendo alle Maison LVMH una visione chiara e lungimirante e rafforzando la nostra capacità di iniziativa. Questa tabella di marcia ha sprigionato energie creative, creando nuove opportunità e promuovendo innovazione e crescita intorno a obiettivi condivisi in un rinnovato spirito di squadra.

Politica di etica e conformità LVMH

In quanto leader del settore, LVMH ha la particolare responsabilità di dimostrare un comportamento esemplare; ecco perché nel 2003 ha siglato il Global Compact delle Nazioni Unite. Insieme alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, questo documento ha ispirato la definizione del Codice di Condotta adottato nel 2009 dal Gruppo LVMH e diramato a tutti i suoi collaboratori.

© LVMH

LVMH ha rafforzato questo impegno nel 2017, aggiornando il proprio Codice di Condotta per riaffermare le convinzioni e i principi etici che guidano il Gruppo. Tale Codice di Condotta stabilisce i principi cui LVMH aderisce nella gestione delle proprie attività e presenta le norme che tutti i dipendenti devono seguire nell’esercizio delle proprie responsabilità, ponendo l’accento sull’integrità che deve caratterizzare tutti i membri del Gruppo. Il Codice garantisce al contempo la coerenza e il miglioramento continuo delle prassi in tutte le Maison.

Il Codice di Condotta LVMH si basa su sei principi fondamentali:

  • agire in maniera responsabile e solidale;
  • offrire un ambiente lavorativo accogliente e valorizzare i talenti;
  • impegno per la tutela dell’ambiente;
  • conquistare la fiducia dei clienti;
  • conquistare la fiducia degli azionisti;
  • realizzare e promuovere l’integrità nello svolgimento delle attività.

Ambiti più specifici del Codice di Condotta sono trattati nella Carta per l’Ambiente, nel Codice di Condotta per i Fornitori nonché nelle linee guida e documenti interni.

Tali misure costituiscono la chiara espressione dell’impegno dell’azienda volto al raggiungimento di un’etica esemplare sotto tutti i punti di vista e ribadiscono il ruolo che un Gruppo della portata di

Codice di Condotta LVMH

Codice di Condotta per i Fornitori LVMH

Politica di etica e conformità LVMH

In quanto leader del settore, LVMH ha la particolare responsabilità di dimostrare un comportamento esemplare; ecco perché nel 2003 ha siglato il Global Compact delle Nazioni Unite. Insieme alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, questo documento ha ispirato la definizione del Codice di Condotta adottato nel 2009 dal Gruppo LVMH e diramato a tutti i suoi collaboratori.

© LVMH

LVMH ha rafforzato questo impegno nel 2017, aggiornando il proprio Codice di Condotta per riaffermare le convinzioni e i principi etici che guidano il Gruppo. Tale Codice di Condotta stabilisce i principi cui LVMH aderisce nella gestione delle proprie attività e presenta le norme che tutti i dipendenti devono seguire nell’esercizio delle proprie responsabilità, ponendo l’accento sull’integrità che deve caratterizzare tutti i membri del Gruppo. Il Codice garantisce al contempo la coerenza e il miglioramento continuo delle prassi in tutte le Maison.

Il Codice di Condotta LVMH si basa su sei principi fondamentali:

  • agire in maniera responsabile e solidale;
  • offrire un ambiente lavorativo accogliente e valorizzare i talenti;
  • impegno per la tutela dell’ambiente;
  • conquistare la fiducia dei clienti;
  • conquistare la fiducia degli azionisti;
  • realizzare e promuovere l’integrità nello svolgimento delle attività.

Ambiti più specifici del Codice di Condotta sono trattati nella Carta per l’Ambiente, nel Codice di Condotta per i Fornitori nonché nelle linee guida e documenti interni.

Tali misure costituiscono la chiara espressione dell’impegno dell’azienda volto al raggiungimento di un’etica esemplare sotto tutti i punti di vista e ribadiscono il ruolo che un Gruppo della portata di

Codice di Condotta LVMH

Codice di Condotta per i Fornitori LVMH

Politica di etica e conformità LVMH

In quanto leader del settore, LVMH ha la particolare responsabilità di dimostrare un comportamento esemplare; ecco perché nel 2003 ha siglato il Global Compact delle Nazioni Unite. Insieme alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, questo documento ha ispirato la definizione del Codice di Condotta adottato nel 2009 dal Gruppo LVMH e diramato a tutti i suoi collaboratori.

© LVMH

LVMH ha rafforzato questo impegno nel 2017, aggiornando il proprio Codice di Condotta per riaffermare le convinzioni e i principi etici che guidano il Gruppo. Tale Codice di Condotta stabilisce i principi cui LVMH aderisce nella gestione delle proprie attività e presenta le norme che tutti i dipendenti devono seguire nell’esercizio delle proprie responsabilità, ponendo l’accento sull’integrità che deve caratterizzare tutti i membri del Gruppo. Il Codice garantisce al contempo la coerenza e il miglioramento continuo delle prassi in tutte le Maison.

Il Codice di Condotta LVMH si basa su sei principi fondamentali:

  • agire in maniera responsabile e solidale;
  • offrire un ambiente lavorativo accogliente e valorizzare i talenti;
  • impegno per la tutela dell’ambiente;
  • conquistare la fiducia dei clienti;
  • conquistare la fiducia degli azionisti;
  • realizzare e promuovere l’integrità nello svolgimento delle attività.

Ambiti più specifici del Codice di Condotta sono trattati nella Carta per l’Ambiente, nel Codice di Condotta per i Fornitori nonché nelle linee guida e documenti interni.

Tali misure costituiscono la chiara espressione dell’impegno dell’azienda volto al raggiungimento di un’etica esemplare sotto tutti i punti di vista e ribadiscono il ruolo che un Gruppo della portata di

Codice di Condotta LVMH

Codice di Condotta per i Fornitori LVMH

Le Maison LVMH alimentate da energie rinnovabili!

Le fonti di energia rinnovabile, siano esse solari, eoliche, geotermiche, mareomotrici o provenienti da biomasse, sono tutte caratterizzate da un livello minimo (o addirittura nullo) di emissioni di carbonio. Per questo svolgono un ruolo fondamentale nella transizione globale verso le energie pulite. Le energie rinnovabili sono anche una priorità nella politica ambientale di LVMH. Fra le Maison del Gruppo, TAG Heuer e Loro Piana sono sicuramente all'avanguardia in questo senso.

© Loro Piana

L'energia solare per TAG Heuer

La Manifattura TAG Heuer è socia fondatrice della Formula E FIA, il campionato mondiale di corse automobilistiche per vetture elettriche al 100%, lanciato nel 2014. Questa iniziativa è frutto del forte impegno del brand nei confronti dell’eccellenza ambientale, un concetto nato circa dieci anni fa e che ancora oggi TAG Heuer porta avanti sfruttando anche altre energie rinnovabili. Presso la sua Manifattura orologiera di La Chaux-de-Fonds l’azienda ha installato uno dei più estesi sistemi fotovoltaici della Svizzera Occidentale. I 777 metri quadrati di pannelli fotovoltaici sui tetti degli stabilimenti generano ben 108.000 kWh di elettricità all’anno, equivalenti al consumo di 40 famiglie.

© TAG Heuer

La produzione sostenibile di Loro Piana

La produzione tessile implica il consumo di grandi quantità di energia: ecco perché oggi Loro Piana produce internamente il 45% dell’elettricità che utilizza ogni anno, di cui il 4% proviene da fonti rinnovabili. La Maison ha installato 11.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici in quattro dei suoi siti di produzione in Italia, riuscendo a ridurre le proprie emissioni annuali di CO2 di 750 tonnellate. Dal 2013 utilizza inoltre un impianto di cogenerazione per produrre elettricità e calore, riducendo del 30% le emissioni di gas a effetto serra. Già nel 1994 Loro Piana era stata la prima azienda nel settore tessile a investire in una turbina a gas naturale. Entrambi gli impianti producono ogni anno circa 14.500 MWh di elettricità e 20.000 MWh di energia termica, con una riduzione di emissioni di CO2 di oltre 2.250 tonnellate.

© Loro Piana

LVMH crea un fondo interno per il carbonio

Nel novembre 2015 LVMH ha istituito un fondo per il carbonio, la prima iniziativa di questo tipo nella storia del Gruppo. Tale progetto mira a creare un circolo virtuoso per ridurre le emissioni di gas a effetto serra generate dal Gruppo e dalle sue Maison, contribuendo all'impegno internazionale per contenere il riscaldamento globale. Il video sottostante mostra in maniera chiara il funzionamento del nuovo fondo.

© LVMH

Per la prima volta nella sua storia, LVMH annuncia l’implementazione di un fondo interno per il carbonio già stimato a oltre 5 milioni di euro. Il fondo sarà finanziato dai contributi di ciascuna Maison, calcolati utilizzando le emissioni di gas a effetto serra generate dalle loro attività, e più specificamente in termini di consumo energetico nei rispettivi siti di produzione e punti vendita. Tra gli esempi dei progetti che saranno finanziati da tale fondo vanno annoverati gli investimenti in attrezzature di riduzione del consumo energetico (LED e apparecchiature di raffreddamento) e la produzione di energia rinnovabile su scala internazionale.

È la natura che fornisce i materiali migliori utilizzati per le nostre attività: viticoltura, enologia, creazione di profumi, cosmetici, capi di moda, articoli in pelle e gioielli. Le prestazioni ambientali sono state integrate nella strategia di crescita di tutte le nostre Maison così come qualità, innovazione e creatività. Oggi il rispetto per l’ambiente è non solo un imperativo ma anche una leva per il progresso”, ha commentato Bernard Arnault, Presidente e CEO di LVMH.

LVMH crea un fondo interno per il carbonio

Ciascuna Maison contribuirà con 15/euro per tonnellata, la prassi standard attuale, ma questo prezzo sarà oggetto di revisione annuale. Il fondo per il carbonio entrerà in vigore nel 2016.

Il fondo per il carbonio LVMH è un ulteriore passo avanti nell’implementazione del programma LIFE (LVMH Initiatives For the Environment) creato dal Gruppo nel 2013 per integrare l’ambiente nei processi gestionali di ciascuna Maison, e rientra nelle attività del Gruppo in relazione alla COP 21, di cui LVMH è partner.

Costruzione: edifici verdi

Il settore edilizio è la terza fonte di emissioni di gas a effetto serra al mondo. LVMH ha scelto pertanto di fare della performance ambientale un criterio prioritario in tutti i suoi siti, magazzini, punti vendita e uffici. Questa politica è perfettamente illustrata da due progetti d'eccezione.

Château d’Yquem, bottiglieria sotterranea © Château d’Yquem

Magazzino pionieristico di Louis Vuitton

Nel 2007 Louis Vuitton ha aperto un centro logistico internazionale a Cergy-Pontoise, pochi chilometri a nord di Parigi. Denominato “Eole”, il magazzino ha partecipato a un progetto pilota divenendo il primo edificio logistico in Francia a rispettare gli esigenti standard HQE (alta qualità ambientale). La struttura ad elevata efficienza energetica è riuscita a ridurre il proprio consumo di energia del 40% in 4 anni grazie all’impiego del riscaldamento geotermico, all’ampio uso della luce naturale e all’impegno attivo dei team che operano in loco. Dopo aver ottenuto la certificazione ambientale ISO 14001 nel 2009, Eole si appresta ora a divenire ancora più efficiente nell’ambito di un progetto di adeguamento agli standard statunitensi LEED per l’edilizia verde. Per l’ulteriore riduzione del consumo energetico è previsto in particolare il ricorso all’illuminazione LED e l’uso di nove lampade ad alimentazione solare poste all’ingresso del sito. Fare clic qui per maggiori informazioni su Eole.

Eole © Louis Vuitton

La bottiglieria sotterranea di Château d’Yquem

Château d’Yquem ha raccolto con successo la difficile sfida di realizzare una bottiglieria sicura, ecologica e a ridotto impatto visivo all’interno di un sito storico protetto. Per minimizzare la visibilità dell’impianto, la grande Maison vinicola francese ha deciso di costruire il nuovo spazio per la conservazione del vino nel sottosuolo. La struttura è stata realizzata nel rispetto degli esigenti standard HQE (alta qualità ambientale) e dispone ora di questa ambita certificazione. Per la bottiglieria è stata raggiunta un’efficienza energetica esemplare di soli 4,16 kWh per metro quadrato all’anno. A questo risultato hanno contribuito le misure di ottimizzazione della struttura architettonica (ivi compreso uno spesso strato isolante composto da biglie di vetro), installazioni innovative che rendono superflui riscaldamento e aria condizionata, nonché un sistema di illuminazione fluorescente attivato da rilevatori di presenza disposti in diverse zone dell’impianto.

© Château d’Yquem

La logistica in prima linea nella lotta al cambiamento climatico

Dal 2002 LVMH conduce audit ambientali nella maggior parte delle sue Maison per misurare con precisione il contribuito della logistica alle sue emissioni di gas a effetto serra. Al fine di limitare l'impatto ambientale del sistema di distribuzione, il Gruppo applica da circa vent'anni una serie di misure volte ad associare performance operativa ed eccellenza ambientale, sia nelle brevi che nelle lunghe distanze. Di seguito una serie di casi emblematici.

© Guerlain

Logistica responsabile per i marchi fragranze LVMH e Louis Vuitton

Per minimizzare l’impatto ambientale delle operazioni logistiche, i marchi fragranze LVMH preferiscono sistematicamente il trasporto marittimo alle spedizioni aeree. Tra il 2014 e il 2015 le filiali cinesi e messicane del settore hanno ridotto del 37% il tonnellaggio delle merci trasportate per via aerea. Nello stesso periodo, il rapporto medio del trasporto marittimo sul trasporto aereo è passato dal 56,6% al 63,7%.

Come i marchi fragranze LVMH, Louis Vuitton persegue anch’essa da anni una logistica responsabile. La politica ambientale della Maison è stata formalmente riconosciuta nel 2013, con il conferimento della certificazione ISO 14001 alla catena di approvvigionamento Pelletteria e Accessori, che ha fatto di Louis Vuitton la prima azienda al mondo a disporre di una “supply chain verde”.

© Louis Vuitton

Consegne verdi per Guerlain, Parfums Christian Dior e Sephora

Guerlain è un altro trendsetter globale della responsabilità ambientale. Da maggio 2014 la Maison testa metodi di trasporto a emissioni zero per la consegna dei prodotti nei suoi 17 punti vendita parigini. Il progetto è condotto in collaborazione con Speed Distribution Logistique e Renault Trucks, produttrice di un veicolo sperimentale per le consegne ad alimentazione interamente elettrica. In un anno Guerlain ha già ridotto le proprie emissioni di CO2 di 7 tonnellate.

Anche Sephora si concentra sulle consegne verdi. In Francia il 60% dei punti vendita del marchio è situato nei centri urbani, dove il traffico rende più gravoso l’impatto ambientale delle consegne. Nel 2009 l’azienda ha così deciso di stringere un partenariato con Transports Deret per coprire gli ultimi tratti delle consegne con veicoli 100% elettrici. L’iniziativa ha coinvolto 31.000 consegne nel 2013 e si sta adesso diffondendo in Cina. Da agosto 2015, tutti i negozi Sephora di Shanghai sono riforniti da furgoni elettrici, consentendo una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di circa 10 tonnellate all’anno.

Nell’estate del 2015 Parfums Christian Dior ha firmato un accordo con la società di trasporti Valet per l’esecuzione delle consegne nei punti vendita di Parigi mediante veicoli a metano. I clienti parigini possono ora acquistare con più serenità i prodotti della Maison, portati in centro città con una tecnologia pulita.

© Agence Vu per Sephora

Veicoli elettrici per un’aria più pulita

I delegati della COP21 si sposteranno con auto elettriche, sottolineando l'importanza della mobilità verde nella lotta al cambiamento climatico. Le iniziative di due Maison di vini e alcolici LVMH, Hennessy e Moët & Chandon, mostrano a che punto il Gruppo condivide questa convinzione.

Flotta verde Hennessy © Laurent Freyss

Flotta verde per Hennessy

Da anni Hennessy persegue una rigorosa politica ambientale e non stupisce che la Maison sia in possesso della più grande flotta di veicoli elettrici di tutto il settore privato francese. Hennessy ha iniziato ad acquisire auto e furgoni elettrici nel 2011. Uno studio del 2014 ha mostrato che la maggior parte dei suoi dipendenti impiega i veicoli elettrici aziendali per spostamenti al di sotto dei 100 km, aprendo così la strada ad ulteriori virtuosi sviluppi. La mobilità elettrica comporta una riduzione dell’80% delle emissioni di CO2 rispetto ai tradizionali sistemi di trasporto basati sui carburanti fossili. Oggi l’80% della flotta Hennessy è composto da veicoli elettrici Renault e BMW.

Flotta verde Hennessy © Laurent Freyss

Trattori elettrici per Moët & Chandon

Oltre che nella logistica, la mobilità elettrica può intervenire in fase produttiva per aumentare il potenziale verde delle aziende. Nel 2015, Moët & Chandon ha introdotto un quarto trattore T4E nella flotta dei veicoli operanti nei suoi vigneti. Disegnato da Kremer Énergie, impresa con sede nella Champagne, il T4E è il primo trattore a trampolo 100% elettrico, un’innovazione tecnologica che ha richiesto tre anni di sviluppo e meritato numerosi premi per il design. A emissioni zero in quanto non dipendente dai carburanti fossili, questo veicolo risponde alle specifiche tecniche Moët & Chandon sia per la triturazione che per l’irrorazione, consentendo un’eccezionale sinergia in una Maison de Champagne impegnata nella viticoltura sostenibile e determinata ad incrementare la sua flotta verde negli anni a venire.

Trattore T4E © Moët & Chandon